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Feb 6 / admin

Rassegna costi, materiali e affini – La Seta

Parto da questo tessuto per raccontare un po’ il dietro le quinte del mondo della moda perchè è il mio tessuto preferito, morbido, leggerissimo e dalle proprietà ideali ha purtroppo un alto costo, adesso te lo presento.

La seta come tutti sappiamo viene estratta dai bachi da seta, creaturine che si richiudono con la propria saliva all’interno di un bozzolo di filo bianco continuo frutto della sua dieta ferrea a base unicamente di foglie di gelso.

Quello che invece non tutti sanno è che il baco non è in grado di sopravvivere all’esterno della produzione serica, infatti 2700 anni di produzione lo hanno reso un animale inadatto alla sopravvivenza nel mondo naturale, incapace di mimetizzarsi, di nascondere le proprie uova è un insetto che sarebbe già estinto se lasciato al naturale.

Il baco, impiega 3 giorni per costruire il proprio bozzolo e una volta finito è pronto per la metamorfosi in crisalide.

Naturalmente nella sericoltura solo pochi bachi vengono lasciati alla propria procedura di metamorfosi, questo per assicurarsi un nuovo “raccolto”, per gli altri non c’è sopravvivenza, il filo per essere estratto e di buona qualità deve essere continuo e quindi i bozzoli vengono immersi in acqua bollente per far morire il baco ma soprattutto per sciogliere la sostanza che tiene attaccati i fili, la sericina.

Il processo di srotolamento del bozzolo permette di ottenere un filo lungo dai 300 ai 900 metri per baco, per avere un chilo di seta grezza ci vogliono almeno 80 chili di bozzoli, ovvero 500 bachi nutriti con 2 quintali di foglie di gelso, la cui coltura è particolarmente costosa.

Tradotto in merce, sono 110 bozzoli per una cravatta, 600 per una blusa, 3.000 per un kimono.

Attualmente, la Cina produce il 90% della seta sul mercato mondiale, seguita da Giappone e Italia, in cui il mercato sta subendo una triste flessione negativa.

Il costo della manodopera ha influito notevolmente sulla spartizione della fetta di mercato, più persone possono lavorare senza aumentare il prezzo finale, più la produttività è elevata e attualmente la situazione è pressocchè di monopolio da parte della Cina.

Perchè la seta è così pregiata?

Visto il mercato, passiamo a capire cosa significa indossare un capo in seta piuttosto che in altri tessuti.

La seta è un tessuto innanzitutto naturale e di origine animale, questo permette una traspirabilità eccellente e da qui, i vantaggi sono notevoli.

E’ un tessuto straordinariamente leggero, morbido e permette di mantenere una buona temperatura corporea, è quindi indicato in estate, in primavera, e nelle altre stagioni come intimo.

La traspirabilità di un tessuto infatti permette al corpo di non accumulare calore, sudore, e di conseguenza riduce (nel caso della seta annulla) il rischio di allergie e dermatiti o irritazioni di vario tipo, è infatti consigliato per chi soffre di irritazioni o comunque ha una pelle sensibile.

Inoltre la seta, ha qualità elevate per quanto riguarda l’assorbimento del colore, è quindi perfettamente possibile tingerla con colori naturali piuttosto che chimici azzerando completamente il rischio di allergie (e sfoggiando meravigliose tinte cangianti :) ).

Altro vantaggio insospettabile di un tessuto così raffinato è la resistenza, è infatti molto più resistente di quanto non sembri e quindi certo il costo è elevato ma siamo sicuri che non lo meriti?

Ecco quindi le informazioni sulla seta che ti serviranno per scegliere tra lei e il suo equivalente economico in tessuto sintetico: il Rayon

Come lavare e stirare la seta:

La seta va lavata o a mano o in lavatrice usando il ciclo dedicato ai tessuti delicati. La temperatura massima consigliata sono 30 gradi.
Se hai degli abiti in seta bianca un po’ ingialliti, sporchi o maleodoranti, immergi il capo in una pentola con acqua molto calda ma non bollente, 3 cucchiai di sale fino o grosso, e il succo di 2 limoni per ogni 2 litri d’acqua. metti un coperchio e lascia il tessuto in ammollo per 1 notte o un’intera giornata.
Per mantenere la seta sempre candida aggiungi 2 cucchiai di acqua ossigenata da 30 o 40V al detersivo (sia per lavaggio a mano, sia in lavatrice).
Per la stiratura, farla sempre con il tessuto al contrario in modo da non rovinarlo e mai ad una temperatura troppo elevata del ferro.