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Apr 3 / admin

Rassegna costi materiali e affini – Il Cuoio

Oggi parliamo di un tessuto interessantissimo e versatile che accompagna l’essere umano fin dalla preistoria in moltissimi ambiti della sua quotidianità, questo tessuto è naturalmente il cuoio. (Se ti sei persa gli articoli precedenti, basta che clicchi qui, per la seta, il cotone e la viscosa)

Una precisazione, quando si parla di cuoio si intendono tutti i pellami lavorati quindi non quello che spesso si intende nel quotidiano, uno strato spesso e duro, ma anche tutti i pellami morbidi e sottili che normalmente compongono abiti e accessori.

Il cuoio viene utilizzato soprattutto in ambito moda, ma anche per l’arredamento, i rivestimenti … è un tessuto molto resistente e differente a seconda della lavorazione.

L’industria conciaria è normalmente associata a quella alimentare, i tipi di pellami più diffusi sono infatti quelli di bovino, coniglio, ovino, caprino e pesce proprio perché scarti dell’industria alimentare.

Questo concetto vale molto poco per quanto riguarda pellami più particolari quali struzzo, cavallino, rettili (per i rettili poi non vale proprio) e canguro. Se quindi non sei un’ambientalista convinta ma hai comunque una certa sensibilità verso gli animali tieni presente che una magnifica borsa in pelle di struzzo difficilmente avrà una storia molto diversa da una pelliccia che magari snobbi perché crudele.

C’è poi anche un’altra parte emersa di recente che è quella che riguarda i capi importati, l’Italia ad esempio, necessariamente importa quasi tutti i propri pellami dalle industrie alimentari sudamericane, statiunitensi, indiane, australiane e altre… per poi smerciarle sul mercato italiano o esportarle come prodotto finito.

Succede però innanzitutto che le pelli non vengano necessariamente dall’industria alimentare ma da allevamenti appositi anche se si tratta di animali commestibili, che vengono allevati con pratiche particolari proprio con lo scopo di migliorare la qualità della pelle, ma spesso in condizioni e con pratiche terrificanti.

Ti linko il video della campagna della nota stilista Stella Mc Cartney per il PETA e un articolo della stessa associazione, ma ti avverto, sono in inglese e soprattutto il video è davvero terribile da vedere quindi se sei impressionabile non guardarlo, basta leggere l’articolo.

Video Stella McCartney Peta

Articolo Peta  in inglese

E’ importante però cercare di impegnarsi, a mio avviso, a capire quali sono i marchi che si impegnano in produzioni certificate cruelty free, che non significa essere vegetariani o rinunciare a vestire pelle, solo che si tratti dignitosamente gli animali che poi ci procureranno cibo e abiti. Sono sicura che tante di voi hanno animali domestici o li apprezzano se se ne trovano davanti, che trovano deplorevole chi sevizia i gatti o i cani e allora bisogna rendersi conto che una mucca, una capra o un bue non valgono di meno.

La concia

Ci sono diversi tipi di concia, il più utilizzato in assoluto (80-90%) è la concia al cromo, una concia quindi, minerale che impiega circa 3 ore di tempo, è adatta a tutti i tipi di industria escluse le tomaie (parte di suola di scarpa).

L’effetto finale è quello di un tessuto bluastro, definito wet-blue che poi verrà

successivamente tinto da industrie più specializzate, questo sistema di concia è infatti piuttosto economico e molto facile, viene quindi spesso effettuato dagli stessi produttori di pelli piuttosto che da chi si occupa del lavoro finito, permettendo loro di alzare il prezzo vendendo un semilavorato piuttosto che un grezzo.

Il secondo tipo di conciatura più importante è quello vegetale il suo utilizzo è circa del 15-20% dell’industria generica conciaria e il 40-50% in ambito scarpe, è un processo che impiega molto più tempo della concia al cromo, a seconda del metodo, può impiegarci dalle 36 alle 48 ore utilizzando delle botti rotanti, fino a 30 giorni utilizzando delle vasche.

Il risultato è più rigido e duro rispetto a quello risultante dalla concia al cromo. Nella concia al vegetale inoltre è necessario utilizzare molto più materiale organico rendendo il processo più costoso. I vantaggi però non sono indifferenti, innanzitutto si escludono sostanze chimiche che possano in qualsiasi modo danneggiare la salute, inoltre anche i resti della lavorazione stessa (fanghi, peli, acque reflue) possono essere smaltiti più facilmente o riutilizzati in altri ambiti come ad esempio quello edilizio.

Un altro vantaggio è anche lo smaltimento della pelle stessa, infatti una volta finito l’utilizzo del capo creato, la concia al vegetale permette di smaltire il rifiuto senza conseguente rilascio di sostanze nell’ambiente.

Ci sono poi altri tipi di concia, per lo più minerale che danno effetti simili a quella al cromo, principalmente alluminio, zirconio e titanio, che possono però dare effetti diversi, la pelle risulta infatti più bianca una volta conciata con questi metalli ed è quindi più adatta ad essere tinta anche in colori chiari.

Una volta effettuata la concia (che serve a non far decomporre il cuoio) seguono altri procedimenti  che sono:

  1. messa a vento
  2. rasatura
  3. (spaccatura)
  4. riconcia
  5. tintura
  6. ingrasso
  7. messa a vento
  8. asciugaggio
  9. rifinizione

Le varietà di pellami prodotti è notevole e nei secoli si è andati sperimentando fantasie, colori e morbidezze diverse per adattarli non solo a usi diversi ma anche a stili diversi.

L’industria conciaria è diffusa in tutto il mondo, ma quella italiana ha una rilevanza enorme, è infatti riconosciuta come la migliore in termini di qualità, a livello mondiale.

I distretti più importanti sono situati in Toscana (pelletteria, cuoio da suola e tomaie), in Lombardia (piccola pelletteria per borse e calzature), in Veneto (arredamento) e in Campania (abbigliamento, scarpe, pelletteria).

Proprietà

Le qualità del cuoio sono principalmente tre, molto importanti e cioè resistenza, traspirabilità e capacità termoisolanti, questo non dovrebbe affatto stupire perché in effetti si tratta di tessuto organico, di pelle, è quindi perfetta per l’essere umano in quanto composta di proteine allo stesso modo.

La lavorazione può togliere alcune proprietà, è per questo che è importante acquistare capi che presentino la dicitura “vera pelle” o “vero cuoio”, che servono non solo ad indicare il materiale ma a garantire che quest’ultimo abbia ancora le proprietà sopra descritte anche dopo la lavorazione.

Il  Rigenerato di fibre di cuoio e l’Ecopelle

Una piccola nota a margine vorrei dedicarla a queste due varianti del cuoio, il rigenerato in particolare è l’agglomerato in fogli (con o senza l’uso di sostanze leganti) di fibre di cuoio che possono essere frutto di slegamento chimico o meccanico.

L’ecopelle è la variante chimica, altrettanto resistente, spesso molto morbida può essere pressocchè identica al tatto e all’occhio, nonché come morbidezza e flessibilità, non ha le stesse proprietà traspiranti, è però più adatta a riparare dall’acqua.

 

Il Lavaggio

La pelle è senz’altro uno dei tessuti più difficili da lavare, innanzitutto perchè ce n’è un’ampia varietà, ma anche perchè è particolarmente delicato. Ci sono principalmente due modi per lavarlo, uno è quello ti utilizzare una spugna imbevuta d’acqua per togliere le macchie e dare una lavata sommaria se si tratta di un capo a pelle lucida, o di utilizzare un prodotto a secco come un sapone o uno spray a base non di acqua. Infatti in alcuni prodotti puoi trovare la dicitura “lavaggio a secco” o comunque di non far venire a contatto con acqua. Possono esserci anche prodotti più specifici per il tipo di pelle come oli da spalmare con una spazzola e lasciare assorbire o gel, spray pulenti  e igienizzante. In generale però è sempre bene rivolgersi ad un bravo negoziante se non si è esperti, o passare direttamente in lavanderia.

Una curiosità: se hai una borsa magari firmata a cui tieni molto e che ha bisogno di una rinfrescatina, ci sono diversi posti che se ne occuperanno e che provvederanno a renderla praticamente nuova, ti giro un link in particolare perché mi sembra tutto molto chiaro e inoltre puoi direttamente spedire la tua borsa e quindi è adatto a chiunque legga questo post, il posto è a Milano e si chiama Spa4Bag, ed è una vera e propria spa per borse.

Notizia Random: Il consorzio “vera pelle conciata al vegetale in toscana” per il secondo anno di fila si è affidata a Oliviero Toscani (noto ex fotografo “provocatore” di Benetton) per il progetto del proprio calendario. Mentre l’anno scorso era stato proposto un calendario di sole vagine (sì sì proprio vagine) in modo molto ironico in quanto il concetto emerso dallo stesso Toscani era che visto il sessismo di massa che caratterizza quest’ultima decade trova la sua massima espressione nel mostrare tutto di una donna tranne i genitali, in quanto continuare a perpetrare il far desiderare e l’oggettificazione del corpo, questo calendario mostra solo quell’unica parte, semplicemente, è pelle come altre parti del corpo ed è ora di ammetterlo senza tante storie.

Ovviamente ci fu una gran polemica da parte di gruppi femministi che a mio avviso, sono diventati ipersensibili e poco attenti ai principi logici di base, visto che il messaggio voleva essere tutt’altro che sessista, ma hanno visto una vagina in pubblico e questo è stato abbastanza, senza ascoltare, senza chiedere.

Quest’anno il calendario è fatto di soli peni in onore alla crisi dal titolo “E’ un momento di pene” (si chiama ironia) e nessuno sembra aver denunciato l’orrore della nudità come per le vagine, questo la dice molto ma molto lunga sulle polemiche e, parlando terra terra, sembra quasi che ci schifiamo noi per prime della nostra parte del corpo più desiderata e per questo normalmente sempre intravista per essere resa desiderabile e mercificata.

Ah se avete voglia di acquistare il mitico calendario dei peni alla modica cifra di 500 euro potete trovarlo qui.